Cinema e memoria

La nota è essenziale e invisibile come un tratto distintivo. Qualcosa che fa parte del personaggio, come un carattere, in mezzo ai luoghi e ai dialoghi. Un dettaglio che completa e segna. Un colore.  In questo senso gli occhiali Malet compaiono nel cortometraggio “Tonino”, ispirato alla vita e del cuoco Antonio Esposito Ferraioli, sindacalista ucciso dalla camorra nel 1978: il lavoro del regista Gaetano Del Mauro, altro riferimento imprescindibile della costellazione Malet, crea un immaginario che letteralmente fa rivivere il ventisettenne paganese, costruendo un racconto per la memoria futura.

Oltre il film, c’è la necessità della storia di un personaggio indimenticabile, con il lavoro estetico delle lenti a immergersi nell’epoca, con il giusto tratto. Il lavoro e la scelta delle montature richiama l’altro simbolo della città di Pagani, il sindaco Marcello Torre, ucciso nel 1980 per la sua lotta contro la criminalità organizzata: gli occhiali indossati dall’avvocato Torre, affezionato cliente di Bruno Malet, sono stati donati alla famiglia negli anni scorsi.

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